ERRI DE LUCA

 

 

 

- A breve uscirà il suo libro LA FACCIA DELLE NUVOLE (edito da Feltrinelli). Che sensazioni dona partorire una nuova opera?

 

Per me un libro non è un parto, niente travaglio, niente paternità surrogata. Sono lettere spedite a un lettore senza conoscere l'indirizzo. Sono la metà dello scambio tra uno che scrive storie e uno che le legge.

 

Da lettore so che un libro e' un'offerta di compagnia che spetta a me accettare.

 

 

- Secondo lei qual è la funzione della letteratura nella società contemporanea?

 

Da noi serve appunto a tenere compagnia. In certi casi può servire a informare su una vicenda, a render giustizia ai vinti. L'Iliade rende giustizia ai Troiani, non si limita a celebrare i vincitori Greci. In un regime di censura un libro può essere un atto di resistenza. Al di fuori di questi casi, un libro di letteratura serve a trascorrere buone ore con se stessi.

 

 

Lei è nato a Napoli, città sul mare, ma in alcuni suoi testi (tra cui l'ultimo SULLA TRACCIA DI NIVES) emerge un grande amore per la montagna. Come si spiega?

 

Mio padre mi avvio' sui monti, dopo avermi offerto le estati sul mare. Devo a lui la spinta alle salite che ha fatto di me un praticante di alpinismo, un rocciatore.

 

 

Il suo libro a cui è più legato… il figlio prediletto?

 

Quello che ho appena finito di scrivere e che uscirà a settembre dal mio editore fisso Feltrinelli. Le mie pagine preferite sono sempre le ultime venute. Su quelle precedenti non ritorno, non rileggo. Mi basta, per congedo da loro, sapere che meglio di così non le potevo scrivere.

 

 

Progetti a breve termine?

 

Un giro di incontri in Sudamerica.

 

 

 

 

Erri De Luca, napoletano d’origine, è una delle voci più emozionanti e profonde del panorama culturale italiano. Le sue opere sono regolarmente tradotte in francese, spagnolo e inglese. Ex camionista, operaio, magazziniere, muratore, militante di Lotta Continua, è oggi uno dei più grandi scrittori italiani, poeta, ma anche traduttore autodidatta dall'ebraico antico.

 

Ha ricevuto in Francia il premio France Culture nel 1994 e il Laure Bataillon nel 2002.

 

Ha pubblicato con Feltrinelli: Non ora, non qui (1989), Una nuvola come tappeto (1991), Aceto, arcobaleno (1992), In alto a sinistra (1994), Alzaia (1997, 2004), Tu, mio (1998), Tre cavalli (1999), Montedidio (2001), Il contrario di uno (2003), Mestieri all’aria aperta. Pastori e pescatori nell’Antico e nel Nuovo Testamento (con Gennaro Matino; 2004), Solo andata. Righe che vanno troppo spesso a capo (2005), In nome della madre (2006), Almeno 5 (con Gennaro Matino; 2008), Il giorno prima della felicità (2009), Il peso della farfalla (2009), E disse (2011), I pesci non chiudono gli occhi (2011), Il torto del soldato (2012), La doppia vita dei numeri (2012), Ti sembra il Caso? (con Paolo Sassone-Corsi; 2013), Storia di Irene (2013), La musica provata (2014; il libro nella collana "I Narratori", nella collana "Varia" il dvd del film), La parola contraria (2015), Il più e il meno (2015), il cd La musica insieme (2015; con Stefano Di Battista e Nicky Nicolai), Sulla traccia di Nives (2015), La faccia delle nuvole (2016) e, nella serie digitale Zoom, Aiuto (2011), Il turno di notte lo fanno le stelle (2012) e Il pannello (2012). Per i  "Classici" dell'Universale Economica ha tradotto l’Esodo, Giona, il Kohèlet, il Libro di Rut, la Vita di Sansone, la Vita di Noè e Ester. Sempre per Feltrinelli ha tradotto e curato L'ultimo capitolo inedito de La famiglia Mushkat. La stazione di Bakhmatch di Isaac B. Singer e Israel J. Singer (2013).

 

 

 

Intervista a cura di Giovanna Amoroso - 6 marzo 2016