IL FANTASMA - Giuseppe Iannozzi

Ghost è opera di Valeria Chatterly Rosenkreutz
Ghost è opera di Valeria Chatterly Rosenkreutz

 

 

La casa è vecchia. Molto. Ed è vuota, o quasi. L’ultimo proprietario è morto a cento e passa anni.
La casa è stata lasciata in eredità alla nipote, che però non l’ha mai abitata né si è mai preoccupata di vendere la proprietà.
Dicono che la piccola villetta, in mezzo alle colline, lontano dalla civiltà e dal rumore, sia infestata dagli spettri. Nessuno sa dire perché si sia diffusa una simile leggenda. E’ nata e basta. In paese sono tutti concordi nel dire che la casa è infestata dalle forze del demonio.
Il crepuscolo tinge di rosso le colline perlopiù calve. L’inverno soffia un vento che punge la faccia.
Non nevica né altro. Solo il sibilo del vento freddo mi tiene compagnia.
Le gambe stanche e il fiato corto. Devo fermarmi per riposare.
Giù in paese, quando ho chiesto un riparo, hanno fatto una smorfia di sdegno: “Non ci sono locande. Non è un posto per turisti questo.”
Non sono amichevoli. E’ un posto di vecchi. Non ho visto dei giovani né dei bambini. E’ un posto per chi attende la morte. Posso capire perché non amino i viaggiatori e rifiutino loro una qualche forma di ospitalità.
La casa è questa. Un vecio, con un solo dente in bocca, me l’ha indicata. E mi ha sconsigliato di passarci la notte: “E’ infestata dai demoni, noi lo sappiamo”. Poi ha riso forte: “O il freddo o la frusta del demonio!”
Ha preso a raccontare la storia della casa abbandonata.

 

L’ho ascoltato con benevolenza.
Alla fine mi ha licenziato berciando “contacc”.
Gli ho risposto allo stesso modo.
Adesso sono qui.
Non c’è niente che non vada in questa casa, a parte il fatto che è vuota, eccetto per un letto a baldacchino.
Su un cuscino riposa il teschio di Yorick.
Non c’è modo di accendere un fuoco e forse non sarebbe neanche conveniente. In ogni caso è per una notte.
Le coperte ci sono e sono belle tarmate. Non importa.
Il teschio mi sorride. O meglio, immagino che si apra in un sorriso amletico.
Decido di coricarmi insieme al teschio, sotto le coperte.
Non ho mai creduto a demoni e spettri, men che meno a un dio, indi per cui non sono affatto impressionato dall’ambiente che qualcuno, come minimo, direbbe sinistro.
Mi addormento subito.
Al mattino sono fresco e riposato. Nessun diavolo è venuto a tirarmi per i piedi.
Mi levo da sotto le coperte. Il teschio è sempre al suo posto, sul cuscino accanto. Mi prendo il disturbo di dargli una grattatina sulla pelata.
Fuori nevica.
La neve è bianca e soffice.
La osservo fioccare attraverso il vetro impillaccherato d’una finestra.
Esco all’aperto affondando nella neve fino alle ginocchia.
All’improvviso una voce cristallina: “Fidati dei nemici più acerrimi e dichiarati; mai degli amici che troppe buone parole hanno in bocca e che la mano nascondono dietro la schiena o più proditoriamente in una tasca, la destra o la sinistra.”
Non vedo anima viva. La neve fiocca forte ed è difficile comprendere l’intorno a prima vista.
Una ragazza, bellissima e bionda, vestita con abiti ottocenteschi finalmente si materializza alla mia vista.
“Buongiorno”, dico per niente impressionato.
Lei fa una smorfia delusa.
“Buongiorno”, ripeto andandole incontro.
Lei arriccia il nasino.
“Non hai dunque paura?”
“Perché mai dovrei aver paura della bellezza?”
Lei sembra pensarci su, poi mi risponde: “Perché io sono un fantasma.”
Le vado incontro senza tema alcuna.
Sono di fronte a lei.
E’ bellissima e la tentazione è forte. E io non resisto. La bacio sulle labbra. Lei mi resiste. Io però non ho intenzione di perderla e continuo a baciarla.
Alla fine si scolla dalla mia bocca e subito mi rifila un ceffone sulla faccia, lasciandomi bene impressa l’impronta della sua delicata manina.
Arrabbiata ma non troppo, mi grida addosso: “Sono un po’ strana, ma questo non ti autorizza a baciarmi.”
Mi dà le spalle.
“La conosci la pista per tornare giù in paese?”
Lei si volta per un momento appena: “Quella è casa mia. Restaci pure, ma abbi cura del teschio.”
“Siamo già diventati amici. E’ di poche parole.”
“Sì, lo so. Sempre stato così.”
“Chi sei?”
Lei mi guarda con i suoi occhi celesti e subito sfoggia un sorriso più bianco della neve: “Sono la ragazza che tu hai baciato.”
“Sei la nipote di…”.
Non mi lascia finire di parlare.
“Tratta bene il teschio di mio nonno, o te la farò pagare cara”, mi avverte.
“Non ti preoccupare. Quando ti rivedrò?”
Lei non mi risponde e lasciandosi avvolgere dalla neve che fiocca, scompare.
Decido di rientrare in casa.
Sono felice come una pasqua. Mai bacio più bello ho strappato a una fanciulla e mai schiaffo più focoso ho ricevuto in dono.
Ho deciso che resterò ancora qui, in questa casa. Lei tornerà, poco ma sicuro.
So davvero poco di lei, ma la sua bellezza pazza e fatata mi ha stregato.
Non potrei davvero lasciare questo posto, così, di punto in bianco.
Lei tornerà.
Guardo il teschio di Yorick. Lo prendo in mano e lo interrogo: “Lei tornerà, non sbaglio. Non è importante sapere chi si è o non si è. Lei tornerà perché dono mi ha fatto del suo schiaffo più acceso. Lei tornerà, non è forse così?”
Il teschio resta muto.
Continuo a parlare al teschio: “Tua nipote ha detto di fidarmi dei nemici più acerrimi e dichiarati e non degli amici. Non so se lei mi sia amica o nemica, però tornerà e tornerà per darmi un altro schiaffo o perché dalle labbra le rubi un nuovo bacio di fuoco. In entrambi casi avrò da lei un dono, un altro dono, e, caro vecchio Yorick, scusami se è poco.”
Schiocco un bacio sulla pelata del cranio, che mi risponde tacendo.

Quel che poi successe fra me e la fatata fanciulla non è però affare che vi riguardi!
A ogni buon conto, siate contenti di sapere che fantasmi e demoni non esistono, e se qualcuno dovesse dirvi il contrario, poco ma sicuro, che vi sta prendendo per i fondelli col solo fine di scorticarvi l’anima.

 

 

Giuseppe Iannozzi

 

 

 

Iannozzi Giuseppe detto Beppe, classe 1972, torinese, giornalista regolarmente iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti, è critico letterario e scrittore.

 


Numerosi i libri pubblicati, tra cui:
Angeli caduti per Cicorivolta Edizioni; L’ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta edizioni); La lebbra (Il Foglio letterario);
Fiore di passione (raccolta poetica autopubblicata); La cattiva strada per Cicorivolta Edizioni;
Bukowski, racconta! (Il Foglio letterario).

 

Ha inoltre curato il volume biografico Io ti sparo di Celeste Bruno per i tipi Cicorivolta. Ha scritto introduzioni e critiche per Profumo di pesca di Kyara (Cicorivolta edizioni), per il nuovo romanzo di Francesco De Nigris Gehenna e per i romanzi di Felice Muolo.

 

 

Degni di nota i numerosi interventi critici e interviste a diversi autori e artisti.